il Bruciato

La cantina:

La degustazione:

Abbinamento

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Il vino:

il Bruciato

La cantina:

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Abbinamento

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Il vino:

Gattinara Torraccia del Piantavigna 2007

La cantina: La cantina è per ogni produttore di vino un mondo unico, il luogo dove quell’affascinante processo biochimico di trasformazione dell’uva culmina nell’affinamento e nell’imbottigliamento.
La cantina, risalente ai primi anni ’70, è stata recentemente ampliata e ristrutturata e raggiunge ora una capacità di stoccaggio di 6780 ettolitri, raccolti in contenitori formati per circa il 50% da botti di rovere francese, dedicati all’affinamento del Ghemme e del Gattinara D.O.C.G.
Le regole di un disciplinare particolarmente restrittivo impongono, per il Ghemme e il Gattinara, un ulteriore affinamento in bottiglia che in Torraccia avviene all’interno di una cella appositamente creata per mantenere temperature e umidità costanti per tutto l’anno.
In cantina vengono utilizzati fusti e botti di diverse dimensioni, dalle barrique in avanti. La cantina si sta, però, concentrando principalmente su botti di rovere francese di Allier con capacità media di 25 ettolitri ciascuna, una scelta questa tutt’altro che casuale, ma stabilita sulla base dell’esperienza acquisita con il Ghemme e il Gattinara che necessitano tempi di affinamento lunghi senza che vengano estratte eccessivamente le note derivanti dal rovere.
Particolarmente suggestive sono le storiche botti da 8.000 e 15.000 litri in rovere di Slavonia che ancora oggi concorrono fantasticamente a mantenere inalterato quel fine bouquet così tipico dei Nebbioli dell’Alto Piemonte.

Il vigneto: 

  • Vigneto: GERBIDONI localmente chiamato JERBIÖN

  • Giacitura: collina 260 mt. S.L.M.

  • Esposizione: Sud/Ovest

  • Caratteristiche terreno: Terreno superficiale autoctono, abbondante scheletro costituito da porfidi, sienite e quarzo, con buona percentuale argillo-limosa. La reazione è tendenzialmente acida o sub-acida con ph 5.5 / 6.5

  • Vitigno: Prevalentemente Nebbiolo, con alcuni filari di Vespolina, Uva Rara o Bonarda di Gattinara.

  • Sesto impianto: 240 x 120

  • Forma d’allevamento: controspalliera – Guyot

  • Tecnica vendemmiale: Raccolta manuale con cernita, in piccole cassette contenenti max 20/25 kg di uva

Note: Questo vigneto è nel cuore dell’area del Gattinarese conosciuta per le difficoltà con cui il viticoltore ha sempre dovuto cimentarsi. Tuttavia, pur con un accesso difficile, i pendii sono non troppo irti, ma piuttosto moderatamente ondulati. In mezzo alla vigna è stato creato un sentiero pergolato voluto da Luigi Francoli, ex presidente della società. E’ in questa zona di origine vulcanica che, in circa 3 ettari, Torraccia del Piantavigna produce parte del rinomato Gattinara D.O.C.G., attraverso pratiche agronomiche eco compatibili.

Vitigno - Nebbiolo: Il Nebbiolo è il vitigno piemontese per antonomasia. È un’uva alla cui coltivazione è dedicato meno dell’1% dell’intera superficie vitata in Italia. Nonostante la sua scarsa diffusione, dovuta alle difficoltà di coltivazione, alla sua resa bassa e alla scarsa adattabilità a terreni diversi da quelli originali, i vini prodotti con le sue uve sono da sempre i più premiati. Sebbene presente in tutto il Piemonte, ha la sua culla nella zona più a nord della regione dove era largamente diffuso già in epoca risorgimentale.

Una possibile etimologia fa derivare il nome Nebbiolo dalla maturazione molto tardiva delle uve che coincide, appunto, con l’apparire delle prime nebbie autunnali.

La vite è a crescita lenta, infatti è la prima a germogliare e l’ultima a lasciar cadere le foglie. Questa peculiarità la rende più esposta alla variabilità delle condizioni ambientali, ma anche alla luce che favorisce lo sviluppo di caratteristiche più complesse nell’uva. Questa, grazie all’alto contenuto in zuccheri, acidi e polifenoli, risulta particolarmente adatta a vini destinati ad un lungo invecchiamento.

In epoca di vendemmia il grappolo è di taglia media o medio-grande, di forma piramidale e piuttosto compatto. L’acino è medio-piccolo, rotondo o elissoidale e con una buccia non particolarmente spessa ma consistente.

Torraccia del Piantavigna è una delle due aziende che, per ragioni storiche, può vinificare sia il Ghemme, sia il Gattinara, le due aree D.O.C.G dell’Alto Piemonte, distanti una manciata di chilometri l’una dall’altra e separate dal fiume Sesia.

Benché il Nebbiolo sia più conosciuto per i bacini langaroli di produzione di Barolo e di Barbaresco, le varietà delle Colline Novaresi vantano un’eleganza e una finezza universalmente riconosciute.

Mi presento:

  • Denominazione Gattinara DOCG

  • Vitigni Nebbiolo 100%

  • Regione Piemonte (Italia)

  • Gradazione 14.0%

  • Formato Bottiglia 75 cl

  • Affinamento 36 mesi in botti di rovere francese

Il produttore parla di me...https://youtu.be/CQD9_a_taLA

Note finali: E’ una primavera leggermente in anticipo quella che ha marcato l’annata 2007, seguita poi da un’estate con un giusto equilibrio tra temperature e precipitazioni, funzionale ad un raccolto rivelatosi, in effetti, ottimo.

Al naso, il profumo risulta intenso e risolutamente austero; ben bilanciati i profumi primari e terziari provenienti rispettivamente da un’uva eccezionale e dal rovere francese che imprime rotondità ed eleganza e modella i tannini, perfettamente maturi in questo millesimo.
In bocca, la mineralità e le note terrose sono contrastate dalla rotondità e dalla pienezza.

Il 2007 è caratterizzato dalla sua concentrazione e struttura gustativa, entrambe particolarmente pronunciate.

 

Degustazione: Il vino si presenta di colore rubino scarico con riflessi che tendono all’arancio. Il profilo olfattivo è essenziale, deciso e austero, con profumi floreali, sentori di grafite, sensazioni minerali e terrose, note di liquirizia e sfumature di piccoli frutti a bacca rossa. Al palato ha una buona struttura, con una trama tannica vivace e una notevole tensione espressiva, che si esprime in un sorso vibrante e verticale, che conduce a un finale sapido. È un Nebbiolo che nel tempo sviluppa una notevole complessità aromatica e una grande armonia gustativa.