Cenni Climatici e storici:

  • Clima generalmente tipo sub-mediterraneo, più mite in collina e nelle valli vicino ai laghi, più rigido in prossimità della zona appenninica.

  • Territorio prevalentemente collinare

  •  Il prestigio dei vini umbri fu molto alto durante l'epoca Etrusca, il cui commercio era molto frequente tra le due sponde del Tevere

  • In epoca romana alcuni grandi e importanti autori, come Plinio il vecchio ne decantarono nelle qualità delle loro opere

  • Nel rinascimento i vini umbri , in particolare quelli prodotti ad Orvieto e Montefalco, erano molto apprezzati, sono citati da Sante Lancerio e da diversi artisti dell' epoca

  • Il Pinturicchio chiese una parte del compenso per lavori del duomo di Orvieto in un vitalizio di "buon vino" locale.

  • Fra i vitigni rossi il più caratteristico è l'autoctono Sagrantino, alla base delle DOCG più rappresentativa della regione.

  • Tra i bianchi il Grechetto e il Trebbiano, oltre ai vitigni internazionali come lo chardonnay

Umbria

Le D.O.C.G.

Le D.O.C. N° 13

Principali vitigni bacca rossa:

  • Sagrantino

  • Sangiovese 

  • Cannaiolo N.

  • Cigliegiolo

  • Montepulciano

Internazionali

  • Cabernet Franc

  • Cabernet Sauvignon

  • Merlot

  • Gamay

Principali vitigni bacca bianca:

  • Grechetto

  • Trebbiano

  • Malvasia toscana

  • Verdello

Internazionali

  • Chardonnay

  •  Sauvignon Blanc

Il Grechetto:

E' un vitigno autoctono bianco protagonista in questo territorio.

Recenti studi ampellografici hanno portato due tipologie di cloni:

  • Grechetto di Orvieto (clone G109)semplicemente detto Grechetto

  • Grechetto di Todi (clone G5) rinominato Grechetto Gentile

  • Il primo è più diffuso in Umbria, probabilmente per la maggiore produttività; in alcune DOC è previsto anche l'utilizzo in purezza 

Il clone G5 è presente nelle zone dei Colli Martani e di Todi

Recenti analisi del DNA hanno inoltre stabilito la corrispondenza tra il Grechetto Gentile e il Pignoletto

Il Sagrantino di Montefalco:

L'ipotesi più accreditata è che che il nome "Sagrantino" sia legato alla produzione del vino per le finzioni religiose. Orientativamente, quindi, si tratta di un vino dolce.

Dai primi del '900 complice l'introduzione di altri vitigni si ebbe un sostanziale declino, tanto che negli anni '60 era quasi scomparso dalle vigne del Montefalco.

La coltivazione riprese agli inizi degli anni '70. Dopo diversi tentativi, si arrivò alla trasformazione delleo stesso vino da passito dolce e vino secco, robusto e imponente. Il disciplinare prevede anche il passito che conserva così intatta anche le sue origini, nonostante il più celebre oggi sia quello secco.

Il territorio alterna terreni argilloso-calcari ed altri tipi, vhe hanno inizio nel calcare il denominatore comune. Il sagrantino si trova qui la sua terra d'elezione prediligendo proprio i territori argillosi-calcarei. Il vino risultante è di buon contenuto alcolico ed elevato corredo polifenolico(tannini) che consentono un invecchiamento medio-lungo necessario anche per ammorbidire l'elevata dotazione tanninica dell'uva.

L'area di produzione conta 660 ha con 59 contine che producono circa 2,5 milioni di bottiglie 

Il Torgiano rosso Riserva:

L'origine del nome Torgiano è dibattuta, si ritiene possa derivare dal latino turris e amnes cioè torre dei fiumi; la torre medioevale, che ancora oggi sovrasta l'antico borgo.

La coltivazione delle vite nella zona risale all'età etrusca. Non a caso sullo stemma del comune campeggiano grappoli d'uva accanto alla torre.

Il Torgiano è stato il primo vino umbro a ottenere, nel 1968 , la DOC, e successivamente sempre grazie all'impegno di un singolo produttore, la DOCG per la tipologia riserva 1990